A seguito di pandemie mondiali e conflitti fra Stati, la sostenibilità sta diventando un concetto ampiamente discusso da tutti i paesi.
La sostenibilità è intesa come la capacità di soddisfare i bisogni della generazione presente senza compromettere la generazione futura.
Si parlava di sostenibilità già nel 1972, ma nel 2015 si è giunti a un accordo ufficiale, sottoscritto dai governi dei 193 Paesi membri dell’ONU (tra cui anche l’Italia), con lo scopo di eradicare la povertà in tutte le sue forme, non solo sul piano ambientale, ma anche su quello economico e sociale.
Diciassette sono gli obiettivi che L’Assemblea Generale dell’ONU si è data entro il 2030:
Obiettivo 1. Porre fine ad ogni forma di povertà nel mondo
Obiettivo 2. Porre fine alla fame, raggiungere la sicurezza alimentare, migliorare la nutrizione e promuovere un’agricoltura sostenibile
Obiettivo 3. Assicurare la salute e il benessere per tutti e per tutte le età
Obiettivo 4. Fornire un’educazione di qualità, equa ed inclusiva, e opportunità di apprendimento per tutti
Obiettivo 5. Raggiungere l’uguaglianza di genere ed emancipare tutte le donne e le ragazze
Obiettivo 6. Garantire a tutti la disponibilità e la gestione sostenibile dell’acqua e delle strutture igienico-sanitarie
Obiettivo 7. Assicurare a tutti l’accesso a sistemi di energia economici, affidabili, sostenibili e moderni
Obiettivo 8. Incentivare una crescita economica duratura, inclusiva e sostenibile, un’occupazione piena e produttiva ed un lavoro dignitoso per tutti
Obiettivo 9. Costruire un’infrastruttura resiliente e promuovere l’innovazione ed una industrializzazione equa, responsabile e sostenibile
Obiettivo 10. Ridurre l’ineguaglianza all’interno di e fra le nazioni
Obiettivo 11. Rendere le città e gli insediamenti umani inclusivi, sicuri, duraturi e sostenibili
Obiettivo 12. Garantire modelli sostenibili di produzione e di consumo
Obiettivo 13. Promuovere azioni, a tutti i livelli, per combattere il cambiamento climatico*
Obiettivo 14. Conservare e utilizzare in modo durevole gli oceani, i mari e le risorse marine per uno sviluppo sostenibile
Obiettivo 15. Proteggere, ripristinare e favorire un uso sostenibile dell’ecosistema terrestre
Obiettivo 16. Promuovere società pacifiche e inclusive per uno sviluppo sostenibile
Obiettivo 17. Rafforzare i mezzi di attuazione e rinnovare il partenariato mondiale per lo sviluppo sostenibile.
Da questi si evince che l’Agenda 2030 sta chiaramente lanciando una sfida complessa: poiché le tre dimensioni dello sviluppo (economica, ambientale e sociale) sono strettamente correlate tra loro, ciascun obiettivo non può essere considerato in maniera indipendente ma deve essere perseguito sulla base di un approccio sistemico, che tenga in considerazione gli altri obietti senza riprodurre effetti negativi sulle altre sfere dello sviluppo. Per cui solo la crescita integrata di tutte e tre le componenti consentirà il raggiungimento dello sviluppo sostenibile.
Ovviamente tutti sono chiamati a contribuire, non solo i governi ma anche noi cittadini, ricordando che stili di vita corretti e azioni individuali possono fare la differenza.
Articolo di Emilia Esposito – Volontaria
Nel corso degli anni per fortuna, la raccolta differenziata in Italia ha preso sempre più piede, aumentando la percentuale nazionale di anno in anno. Tanti comuni nel corso degli anni sono riusciti ad ottenere risultati ottimi, superando anche l’80% di materiale differenziato, ma in molti altri invece non si è riusciti neanche a raggiungere la soglia del 65% che ormai è d’obbligo per legge.
Fondamentalmente esistono due sistemi di raccolta differenziata, quella porta a porta e quella stradale. Con la prima si è in grado di ottenere risultati migliori, in quanto si riesce a controllare meglio ciò che ogni singolo cittadino ripone davanti la propria abitazione, ma ha elevati costi di gestione. La seconda invece è l’esatto opposto, meno controllo sui rifiuti conferiti nei cassoni stradali, ma minori costi.
In entrambi i casi però, per noi cittadini è importante sapere come differenziare correttamente ogni singolo rifiuto, ricordandoci che alcuni di essi devono essere scomposti e ogni parte va differenziata diversamente. Partiamo col descrivere le varie categorie, ovvero:
- Umido Organico, tutto ciò che sono scarti di cucina, avanzi di cibo, i fondi del caffè, tovaglioli di carta, fiori vecchi, ceneri, ecc.
- Plastica e Alluminio, bottiglie di plastica, vasetti, vaschette, buste, lattine in acciaio e alluminio, scatolette e contenitori in metallo, ecc.
- Carta e Cartone, quindi giornali, libri, quaderni, imballaggi e scatole di cartone, cartoncini, ecc.
- Vetro, bottiglie vasi e barattoli in vetro, bicchieri, ecc.
- Secco non riciclabile, piatti e posate sporchi di plastica, cd, giocattoli, fiori finti, spazzolini, in generale quei rifiuti che non rientrano nelle categorie precedenti
Queste sono le categorie principali in cui i rifiuti vengono divisi, a cui però vanno aggiunte altre due ulteriori categorie, ovvero:
–Rifiuti Pericolosi, che in genere hanno degli appositi contenitori sparsi per il territorio, in cui rientrano rifiuti come pile, batterie, farmaci scaduti, e altri
–Rifiuti Ingombranti, in cui rientrano materiali come frigoriferi, televisioni, computer, lavatrici, divani, ecc. che di solito vengono ritirati su chiamata o consegnati dal cittadino direttamente presso le stazioni ecologiche.
Queste descritte sopra sono le regole generali per la raccolta, ma spesso può capitare che da comune in comune un determinato rifiuto va conferito in modo diverso, quindi come comportarci quando non ci troviamo in un comune che non è il nostro? Una delle soluzioni è leggere le regole del conferimento per quel comune (di solito si trovano online oppure su un app del comune specifico). Un altra soluzione ci viene data da un app indipendente, come Junker. Quest’ultima può aiutarci su moltissimi aspetti della raccolta differenziata, infatti se fra le nostre mani abbiamo un prodotto che non sappiamo come riciclare, tramite Junker possiamo scannerizzare il bar code e l’app ci restituirà (anche a seconda del comune dove ci troviamo) tutte le informazioni su come riciclare correttamente ogni singolo elemento, dall’imballaggio ad ogni piccolo componente smontabile.
Insomma, la raccolta differenziata oggi è più che possibile e deve diventare una cultura più diffusa, magari anche con l’insegnamento all’interno delle nostre scuole, perché riguarda il nostro futuro, il nostro pianeta! Inoltre se si ha dei dubbi vi sono diverse soluzioni, come una semplice ricerca online oppure app specifiche come Junker. Quindi da oggi non si hanno scuse, avanti con la Differenziata!
Articolo di Mario Antonio Conte – Volontario
Da alcune settimane è online una nuova piattaforma del Dipartimento della Protezione Civile #Offroaiuto con lo scopo di promuovere aiuti per l’Ucraina da parte di cittadini, Enti del terzo settore e aziende.
La principale tipologia di aiuto riguarda soprattutto la messa a disposizione di posti letto e/o abitazioni, disponibilità per interpretariato, mediazione culturale, supporto psicologico e altro. In particolar modo, per le aziende e per gli enti del terzo settore, è possibile anche donare beni di prima necessità come prodotti elettronici, abbigliamento, prodotti per l’infanzia, ecc.
Per chi volesse, basta accedere a offroaiuto-emergenzaucraina.protezionecivile.gov.it, selezionare il tipo di donazione che si vuole fare, compilare il modulo e confermare tramite cellulare.
Alcuni giorni fa è stato emanato il nuovo decreto Covid, che rispetto a quelli precedenti ha dato ampio spazio alla rimodulazione del green pass, modificando/eliminando quasi tutte le restrizioni presenti fino ad oggi, già dal 1 Aprile. Dal giorno indicato, infatti:
- Terminerà la suddivisione delle Regioni in colori (giallo, arancione e rosso);
- Per i lavoratori over 50 basterà il green pass base, quindi non sarà più necessario il super green pass;
- Non ci saranno più le quarantene da contatto. Sarà in isolamento solo chi risulterà positivo al Covid;
- Non sarà più richiesto il green pass nei bar e nei ristoranti all’aperto.
Inoltre, dal 1 Maggio:
- Rimane l’obbligo del green pass solo per gli ospedali;
- Non sarà più obbligatorio indossare la mascherina (anche nei luoghi chiusi).
Quando abbiamo sentito per la prima volta parlare di Covid, due anni fa, pensavamo che l’emergenza si risolvesse in poche settimane, che poi son diventati mesi, e poi anni.
Sono state tante le cose che ci son mancate, basti pensare a quelle piccole azioni quotidiane a cui prima non davamo peso, che poi si sono rivelate speciali per noi, come un abbraccio, una passeggiata al parco, un caffè con un amico.
Fortunatamente, anche grazie alle vaccinazioni di massa, siamo riusciti a trovare un compromesso, conquistando un ritorno alla normalità di cui tutti avevamo bisogno.
E se il 2021, insieme al 2020, sono stati gli anni della distanza, ci auguriamo che il 2022 possa essere l’anno dell’empatia, della solidarietà e della gentilezza.
Articolo di Esposito Emilia – Volontaria
Con i recenti avvenimenti delle ultime tre settimane e dopo l’approvazione da parte del governo italiano del nuovo decreto legge che ha introdotto “ulteriori misure urgenti in relazione agli sviluppi della crisi in Ucraina”, per garantire sostegno ed assistenza non solo sul piano della concessione di materiali e forniture, ma anche a livello prettamente umanitario, si è proceduto all’avvio del piano per l’accoglienza ai profughi in fuga dalla zona di guerra.
Difatti questi ultimi sono stati i giorni dei primi arrivi in particolare al Sud Italia, ed in Campania, dove ne sono giunti la maggior parte (circa 2000).
La regione Campania, quale hub di prima accoglienza, ha messo a disposizione il Covid Residence dell’Ospedale del Mare che dispone di numerosi posti, immediatamente occupabili subito dopo i dovuti controlli ed accertamenti sanitari, effettuati a cura dell’ASL Napoli 1. Altri invece sono stati ospitati nei centri di assistenza straordinari (CAS) fra cui la struttura comunale di Marechiaro a Napoli.
Al termine di un viaggio durato almeno 3 giorni per coloro che hanno dovuto raggiungere la frontiera della Polonia da diverse località ucraine, anche a Salerno è infine giunto, presso Piazza della Concordia, un pullman con a bordo 35 passeggeri, soltanto donne e bambini, poichè diverso è il discorso per gli uomini, cui la Legge Marziale impone, per coloro fra i 18 ed i 60 anni di età, di imbracciare le armi e di combattere contro l’invasore Russo.
Si è trattato del primo trasferimento ufficiale con destinazione Salerno di profughi provenienti dalle città assediate dai bombardamenti.
Per tutti i rifugiati ucraini in arrivo nel nostro Paese, il Dipartimento Protezione Civile in collaborazione con il Ministero dell’Interno, ha pubblicato il documento “Benvenuto in Italia”, consultabile in tre lingue: italiano, ucraino ed inglese.
In questo modulo vengono riportate diverse informazioni utili, come ad esempio di rivolgersi agli uffici della Prefettura delle città di arrivo qualora non si sia ancora trovato un alloggio, per poter essere inseriti in una struttura d’accoglienza; di recarsi presso la Questura-Ufficio immigrazione per regolarizzare la propria posizione sul suolo italiano, nel caso in cui la permanenza durasse oltre i 90 giorni.
Vengono inoltre ricordati gli obblighi da rispettare in Italia, ad esempio entro 48 ore dall’arrivo sul territorio italiano, effettuare un test molecolare o antigenico per il Covid; e nei 5 giorni successivi effettuare la vaccinazione obbligatoria,anche per il conferimento di un valido Green Pass. Verranno offerte anche le vaccinazioni per difterite, tetano, pertosse e poliomielite.
Nella stessa scheda vengono anche forniti tutti i numeri utili, come quelli regionali per l’emergenza covid, ed il numero nazionale 1500.
De Luca, nella sua diretta social del venerdì ha infatti rimesso in campo l’Unità di Crisi attiva durante il periodo pandemico, e ha sottolineato l’importanza della vaccinazione anti covid da somministrare anche ai profughi accolti verso le varie strutture, affinché non si diffondano nuovi focolai.
Articolo di Annunziato Matteo e Casaburi Valeria – Volontari




