LABORATORIO CREATIVITY DAYS – IV EDIZIONE


Volantino Creativity Days 2026-27

Con la fine dell’estate e il ritorno tra i banchi di scuola, riprendono anche le attività dedicate ai più giovani promosse dalla nostra Associazione: siamo infatti lieti di annunciare il ritorno dei Creativity Days! La quarta edizione del laboratorio creativo ormai atteso da tanti ragazzi e dalle loro famiglie, pensato per offrire occasioni di crescita, socializzazione e divertimento attraverso esperienze coinvolgenti e formative.

I Creativity Days sono laboratori creativi rivolti ai ragazzi di età compresa tra i 10 e i 15 anni, organizzati con cadenza mensile. Gli incontri si svolgeranno una domenica al mese, secondo il calendario riportato in locandina, e rappresenteranno un’opportunità per trascorrere del tempo insieme in un ambiente sano, stimolante e ricco di attività.

Durante le varie giornate, i partecipanti potranno cimentarsi in laboratori manuali e creativi, attività sportive, momenti educativi e giochi di gruppo. L’obiettivo è quello di favorire l’espressione della creatività, rafforzare lo spirito di collaborazione e amicizia tra i ragazzi e, soprattutto, offrire occasioni di aggregazione positive e divertenti.

Il primo appuntamento è in programma per domenica 18 ottobre, ma le iscrizioni sono aperte fino alla fine del percorso, infatti per consentire una migliore organizzazione delle attività, è consigliabile effettuare la prenotazione entro il giovedì precedente contattando il numero indicato sulla locandina.

I posti disponibili sono limitati e le adesioni saranno raccolte fino al raggiungimento del numero massimo previsto.

Vi aspettiamo per una nuova stagione di incontri all’insegna della fantasia, della partecipazione e del divertimento.

Creativity Days – Accendi la tua creatività! ☀️🌈

CAMPO SCUOLA


Campo Scuola 2023

ARTICOLO SCRITTO DA RAGAZZI DAI 12 AI 16 ANNI DURANTE IL PRIMO INCONTRO DEI “CREATIVITY DAYS” DEL 17 SETTEMBRE 2023

Avvicinare ai giovani al mondo della protezione civile

La Protezione Civile Bellizzi 19 anni fa ha creato l’iniziativa dei campi scuola per istruire i ragazzi sul ruolo della protezione civile.

Quest’anno la 18esima edizione si è svolta dal 13 al 30 luglio, presso il Centro di Addestramento situato a San Vito (Montecorvino Pugliano), dove i ragazzi divisi in 3 fasce di età hanno svolto diverse attività. I giovani volontari hanno imparato come comportarsi di fronte ad un incendio, le nozioni fondamentali del primo soccorso e l’utilizzo del defibrillatore, come agire in caso di eventi calamitosi e tante altre attività. C’è da specificare però che ogni lezione veniva adattata alla fascia di età dei ragazzi presenti.

Le lezioni erano strutturate in maniera teorica e pratica. La parte teorica, in cui degli esperti illustravano ai ragazzi l’argomento, come ad esempio la lezione di vulcanologia tenuta da Antonio Martinelli e la lezione di sopravvivenza tenuta dal primo maresciallo dell’esercito italiano Giuseppe Reale, il quale ha inoltre illustrato nella parte pratica il rastrellamento e la tecnica di arrampicata su corda. I ragazzi hanno abbinato alle lezioni dei momenti di divertimento svolgendo dei giochi a squadre come il tiro con l’arco, i giochi con acqua, la caccia al tesoro e il gioco del fazzoletto con domande inerenti alle lezioni svolte.

Durante questo campo i ragazzi hanno imparato molteplici cose, in particolar modo hanno compreso il rispetto per gli altri e per l’ambiente, i valori del volontariato, come vivere bene in una comunità e hanno sviluppato un senso di responsabilità ad esempio lavando e riordinando le proprie tende o lavando i propri vestiti.

Nicholas M. 14 anni, Manuel C. 14 anni, Devid E. 12 anni, Italia Maria B. 14 anni, Daniele R. 13 anni

FUOCHI SICURI PER TUTTI PER UN CAPODANNO A PROVA DI DIVERTIMENTO


Fuochi

Capodanno fa rima con fuochi d’artificio: usati per salutare il nuovo anno possono trasformarsi in un oggetto dannoso, causa di incidenti anche gravi. Ma come riconoscere, innanzitutto, un botto illegale?

La Marchiatura CE rappresenta una importante novità nel settore pirotecnico. Con l’ingresso sul mercato dei nuovi prodotti certificati e riclassificati nelle nuove categorie CE – F1, F2, F3, F4 ,P1, P2, T1 e T2 l’Italia si adegua alle direttive Europee e mira a incrementare il livello di qualità di tutti gli articoli presenti sul mercato.
Con il marchio CE oggi è possibile offrire un prodotto: più sicuro, più facile da gestire nella vendita al minuto, originale ed esteticamente piacevole.
I giochi pirotecnici autorizzati e in libera vendita devono riportare sulla confezione un’etichetta con il numero del decreto ministeriale che ne autorizza il commercio, il nome del prodotto, la ditta produttrice, la categoria d’appartenenza e le modalità d’uso. Possono essere venduti in tutti gli esercizi che sono in possesso di licenza per la vendita di giocattoli e possono essere acquistati da tutti, purché almeno quattordicenni.

L’Arma dei Carabinieri ha, inoltre, diffuso un elenco di comportamenti da adottare per l’uso sicuro dei fuochi d’artificio. Consigli ed informazioni che potranno essere d’aiuto per trascorrere delle giornate di festa in serenità e sempre all’insegna della sicurezza. Anche i bambini non vanno mai lasciati soli a usare fuochi di artificio perché non esistono fuochi di artificio totalmente “sicuri”, ma esistono comportamenti  da seguire che ci permettono l’utilizzo in sicurezza, come:
-Non indirizzare mai i fuochi verso balconi, finestre, bidoni dell’immondizia, auto, addobbi natalizi.
-Non collocare mai i fuochi d’artificio nelle vicinanze di luoghi abitati o dove siano depositi di paglia, di grano, fienili, boschi.
-In caso di vento evitare di sparare quelli a razzo e comunque non lanciarli mai controvento.
-Non accendere mai i fuochi dentro gli appartamenti, mai sui balconi e mai in prossimità di altre abitazioni o automobili.
-Non accendere gli articoli pirotecnici vicino le case, persone e posti a rischio di incendio.
-I fuochi d’artificio devono stare ad una certa lontananza dagli spettatori (se posizionati a terra a non meno di 15 metri, se con sistema a razzo a non meno di 30 m dalla zona di sparo), onde evitare possibili incidenti.

Ricordate: se trovate un botto inesploso, in strada oppure a casa, non toccatelo. Molti ferimenti avvengono il “giorno dopo” a causa dei botti inesplosi che si trovano per strada. Ricordatevi che un botto abbandonato o difettoso potrebbe esplodere da un momento all’altro quindi non toccateli.

Noi comunque, come ogni anno consigliamo sempre di non rischiate la vita per sparare un botto: per festeggiare il nuovo anno basta anche un abbraccio ai propri cari oppure stappare una bottiglia di spumante.

Buone Feste

Articolo di Di Ruocco Serena – Volontaria

INIZIO DELL’ANNO SCOLASTICO: SICUREZZA IN CLASSE


Protezione Civile Bellizzi - fuochi d'artificio

Siamo ormai agli inizi di Settembre e come ogni anno la scuola sta per ricominciare. I bambini ed i ragazzi passeranno le mattinate fra i banchi di scuola e lontani dai genitori. Come è giusto che sia spetta anche ai genitori (oltre che agli insegnanti) spiegare ai figli le norme di sicurezza da tenere in classe in caso di calamità naturali o incidenti. Andiamo a vedere le norme generali, ricordandoci però che ogni scuola ha spesso un’organizzazione interna che può differire leggermente dalle norme che vi stiamo spiegando noi, quindi è bene informarsi anche presso la propria scuola.

In caso di terremoto
Appena si avverte la scossa di terremoto, proteggersi immediatamente sotto ai banchi se si è in classe, oppure in prossimità di strutture portanti come colonne o travi se si è fuori dalla classe. Se si è in vicinanza della porta della classe, e si ha la possibilità, aprire la porta, che potrebbe altrimenti incastrarsi.
Al termine della scossa, insieme al proprio insegnante, dirigersi in fila indiana verso l’uscita di emergenza più vicina o verso la scala di sicurezza più vicina. La fila inizierà con l’aprifila (di solito il più vicino alla porta) e si concluderà con il chiudifila (di solito il più lontano dalla porta) che, abbandonando per ultimo la classe, può controllare se vi sono compagni feriti che hanno bisogno di un aiuto e dopo di che chiudere la porta se la classe è vuota.
Raggiunta l’area sicura (punti di raccolta) esterna alla scuola, l’insegnante provvederà ad effettuare l’appello e qui attendere i soccorsi esterni.

In caso di incendio
Se l’incendio si è sviluppato all’interno della classe, abbandonare la classe chiudendo la porta per evitare che l’incendio si propaghi.
Se invece l’incendio si è sviluppato all’esterno, ma è impossibile uscire per il troppo fumo, chiudere bene la porta cercando di sigillare il più possibile le fessure evitando di far entrare il fumo. E’ consigliabile anche non aprire la finestra, in quando il fumo entrerebbe dalla porta più velocemente. Attendere quindi l’arrivo dei soccorsi.

In linea generale possiamo dire che per qualsiasi allarme è bene sempre mantenere la calma ed attuare le norme dell’aprifila e chiudifila per uscire dalla classe e raggiungere i punti di raccolta. Durante l’evacuazione bisogna lasciar perdere oggetti personali, non bisogna correre o gridare.
Se però il pericolo non è ancora cessato, è bene attuare le norme spiegate precedentemente, trovando un posto sicuro e se il pericolo non cessa, attendere i soccorsi.

Articolo di Conte Mario Antonio – Volontario

L’IMPRONTA ECOLOGICA COME INDICE DI SOSTENIBILITA’ AMBIENTALE


Impronta Ecologica

L’impronta ecologica rappresenta l’area totale di ecosistemi terresti ed acquatici richiesta per produrre le risorse che una determinata popolazione umana (un individuo, una famiglia, una comunità, una regione, ecc) consuma per assimilare i rifiuti che la stessa popolazione produce. E se lo spazio bioproduttivo richiesto é maggiore di quello disponibile, possiamo ragionevolmente affermare che il tasso dei consumi non è sostenibile.
L’analisi capovolge completamente la domanda tradizionale, così che invece di chiedersi “quante persone può sopportare la terra?”, il metodo del calcolo dell’impronta ecologica trasforma la domanda in “quanta terra ciascuna persona richiede per essere supportata?“.

L’impronta ecologica è data dalla somma di sei diverse componenti: la superficie di terra coltivata necessaria per produrre gli alimenti, l’area di pascolo necessaria per produrre i prodotti di origine animale, la superficie di foreste necessaria per produrre legname e carta, la superficie marina necessaria per produrre pesci, la superficie di terra necessaria per ospitare infrastrutture edilizie e la superficie forestale necessaria per assorbire le emissioni di anidride carbonica risultanti dal consumo energetico dell’individuo stesso. Questa é normalmente calcolata in ettari pro capite.
Le diverse nazioni, però, contribuiscono in modo diseguale all’impatto: i paesi più ricchi hanno un consumo di risorse ed una produzione di rifiuti pro capite molto più elevata di quella dei paesi poveri.

Essendo il capitale naturale il nostro bene comune é indispensabile riorganizzare i livelli di redistribuzione, secondo un principio di equità.
Per esempio, dalle ultime statistiche rilevate, l’Italia ha un impronta ecologica di 2.6 pianeti terra, più del Brasile che impatta per 1.8 pianeti, ma meno dell’Australia che impatta quanto 5.2 pianeti.
Il WWF Svizzera, ha messo a disposizione un calcolatore automatico di impronta ecologica per singolo individuo e/o famiglia, lasciando alcuni consigli per ridurre l’impatto sull’ecosistema e fare scelte di vita più sostenibili.

E tu, quanto impatti? Faccelo sapere nei commenti dopo aver svolto il test:
https://www.wwf.ch/it/vivere-sostenibile/calcolatore-dell-impronta-ecologica

 

Articolo di Emilia Esposito – Volontaria

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