Negli ultimi anni la tecnologia ha fatto molta strada, e ne siamo diventati così dipendenti che farne a meno è diventato quasi impossibile. Non sappiamo se possa essere definita un progresso o un regresso, però in molti casi, soprattutto in protezione civile, ci torna spesso utile.
Basti pensare che grazie a essa, da tempi lontanissimi, riusciamo a comunicare (attraverso le radiotrasmittenti) anche in quei luoghi in cui la linea telefonica non arriva, ma anche ai droni, che ormai sono un importante strumento di supporto nella prevenzione e nella gestione delle emergenze, per esempio per supportare il monitoraggio di ponti, di impianti industriali, ma anche e soprattutto in caso di terremoti, inondazioni e grandi incendi.
Se pensiamo che nel monitorare le zone colpite da disastri naturali, permettono al pilota di non essere fisicamente presente sul posto e lo risparmiano da eventuali pericoli presenti nell’area colpita dal disastro, allora la tecnologia non è proprio un regresso.
Inoltre, in contesti del genere, l’uso dei droni diventa importante per la rapidità con la quale possono raggiungere anche le zone più danneggiate.
Ma non solo. Proprio l’anno scorso, nel mese di Ottobre, si è aperta la possibilità di usare i droni per trasportare i defibrillatori, con lo scopo di ridurre al minimo i tempi di attesa in caso di arresto cardiaco.
A sostenerlo è anche Luciano Castro, presidente di Roma Drone Conference, che ha dichiarato: “L’utilizzo dei droni nelle attività di ricerca, soccorso e protezione civile è particolarmente interessante, perché consente di avere in tempi brevi e a costi ridotti un quadro preciso dell’area interessata dall’emergenza, senza mettere a repentaglio la vita degli operatori”.
Tutto sommato, come vedete, se correttamente usata, la tecnologia è fondamentale per l’evoluzione umana.
Articolo di Esposito Emilia, Volontaria
L’Italia, da molti anni, è considerato un paese a elevato rischio sismico. Non c’è nessun posto con rischio di sismicità pari a 0, infatti leggere scosse sono frequenti anche nei piccoli comuni, ma non sempre vengono avvertite dalla popolazione. L’ultimo evento sismico di grande importanza è quello che ha causato il terremoto del Centro Italia: una lunghissima sequenza di scosse iniziata nell’Agosto 2016 e “terminata” agli inizi del 2017.
Tutto ha avuto inizio con scosse di piccole entità nei primi giorni del mese di Agosto, fino alla prima forte scossa avvenuta alle 3:36 del 24 Agosto di Magnitudo 6.0, seguita entro un’ora da altre due scosse di 4.5 e 5.3. Da questo momento la terra non ha più smesso di tremare e in pochi mesi sono state registrate all’incirca altre 65.500 scosse, di cui 3.500 hanno avuto una magnitudo superiore a 2.5, superando persino la media dei terremoti che si verificano in tutta Italia, in un anno, con lo stesso livello di magnitudo.
Una bella porzione del nostro territorio ha, perciò, vissuto un lungo periodo in continua agitazione e apprensione, vedendo intere città (come nel caso del comune di Amatrice, simbolo di questo terremoto) completamente distrutte. Tuttavia, la complessa macchina dei soccorsi, fra cui anche la nostra Associazione, si è messa in moto velocemente, riuscendo a raggiungere anche le frazioni più isolate, salvando numerose vite ed estraendo dalle macerie quasi 500 persone.
L’intervento del Volontariato non è avvenuto solo nelle prime fasi dell’emergenza, ma è continuato nei mesi successivi, offrendo alla popolazione supporto materiale e soprattutto morale. E’ stata l’Italia intera a far sentire il proprio calore agli abitanti del Centro Italia, inviando cibo, abbigliamento e beni di prima utilità.
Insomma, gli italiani sono riusciti a trovare un grande spirito di unione e coesione, mostrando a tutti che non bisogna mai mollare di fronte nessuna difficoltà e che aiutarsi è sempre possibile.
Articolo di: Mario Conte – Volontario

