Ancora una volta ci troviamo a dover spiegare, purtroppo, le nuove regole emanate negli ultimi giorni, per quanto riguarda le quarantene per contatti con positivi o in caso di positività. Diciamo “purtroppo” perché se le regole cambiano è perché c’è stato un cambio nella situazione epidemiologica durante le recenti feste natalizie e ci siamo ritrovati con un incremento delle vaccinazioni, dei tamponi e anche dei positivi al Covid-19.
Chiariamo la situazione in quest’articolo.
Partiamo con il caso in cui si risulti positivi ad un tampone:
- Positivo Asintomatico: Bisogna seguire 10 giorni di isolamento con un tampone finale negativo (anche antigenico). I giorni si riducono a 7 se si è stati vaccinati con la terza dose, oppure con la seconda dose da meno di 4 mesi.
- Positivo Sintomatico: Stesso periodo di isolamento, l’unica differenza è che il tampone deve essere effettuato dopo 3 giorni in cui non si hanno più sintomi. Ugualmente il periodo di isolamento si riduce a 7 giorni se è stata fatta la terza dose, oppure se la seconda è stata fatta da meno di 4 mesi.
Le regole invece cambiano se si è stati a contatto (stretto o meno) con una persona risultata positiva. In questo caso tutto dipende dal proprio stato di completamento del ciclo vaccinale, vediamo in dettaglio:
- Se non si è ancora vaccinati, se non è stato completato il ciclo primario (prima e seconda dose) o se il ciclo primario è stato completato da meno di 14 giorni, bisogna effettuare un isolamento di 10 giorni, con un tampone finale negativo (anche qui va bene sia il molecolare che l’antigenico)
- Se invece il ciclo primario è stato completato da più di 4 mesi, o se si è guariti da più di 4 mesi, l’isolamento si riduce a 5 giorni, resta sempre il tampone finale negativo antigenico o molecolare
- Se invece si è vaccinati con la terza dose, oppure doppia dose o guarito da meno di 4 mesi, non c’è bisogno dell’isolamento e neanche del tampone. Bisogna però indossare una mascherina FFP2 in qualsiasi momento per 10 giorni e svolgere un autosorveglianza per 5 giorni, e se compaiono sintomi bisogna effettuare un tampone molecolare o antigenico
Queste sono in generale le nuove regole sulla quarantena e l’isolamento per casi positivi o contatti con positivi. Tutto questo non esclude che la prima cosa in assoluto da fare è avvisare il proprio medico di base e fare affidamento a ciò che sono le sue direttive. Ovviamente ci auguriamo che la curva dei contagi ritorni a scendere e che il tutto si risolva quanto prima. Nel frattempo facciamo affidamento, anche e soprattutto, al buon senso delle persone!
Articolo di Mario Antonio Conte – Volontario
Quando ci chiedono cos’è la protezione civile, rispondiamo che la protezione civile è articolata in quattro grandi categorie: previsione del rischio, prevenzione, soccorso e ripristino della normalità. Ed è così, la protezione civile insieme ad altri enti studia i fenomeni naturali, il modo migliore per prevenirli, è sempre pronta lì per fronteggiare le emergenze e si impegna immensamente per far sì che coloro che sono stati colpiti da una calamità, possano tornare il prima possibile alla loro quotidianità. Questo è quello che, nel bene o nel male, si vede al telegiornale. Ma la protezione civile ha tanti altri ruoli nella comunità, e purtroppo questo non ce lo insegnano i libri, non ce lo dicono in televisione, ma bisogna viverlo in prima persona.
Ogni anno, ai campiscuola organizzati dalla nostra associazione, chiediamo ai giovani partecipanti cos’è per loro la protezione civile, e le frasi che escono fuori ci stupiscono ogni volta di più. Al mio primo camposcuola da partecipante, per esempio, ricordo di aver sicuramente risposto che per me la protezione civile era un’opportunità per fare nuove amicizie, per imparare cose nuove, per stare a contatto con la natura, per vivere l’esperienza di dormire in tenda.
Oggi, dopo quattordici anni di volontariato, se mi dovessero chiedere “Emilia, cos’è per te la protezione civile?” senza pensarci troppo risponderei “Per me la protezione civile è famiglia.”
Vedo famiglia nell’impegno di chi, ogni anno, è lì presente in associazione con tutte le sue forze a dare il proprio contributo per la realizzazione del campo. La vedo in noi volontari più giovani che abbiamo cominciato bambini e abbiamo scelto di crescere insieme e portare avanti questo progetto. La vedo in quelli più anziani che ci trasmettono ogni giorno la passione e che, nonostante gli altri mille impegni, restano il collante dell’associazione. La vedo nei ragazzini che scelgono di tornare ai campi l’estate successiva, perché mi ricordano me. L’ho vista negli occhi stanchi dei volontari a fine turno quando siamo stati in emergenza per il sisma al Centro Italia. L’ho vista nelle persone che si sono affidate a noi, che si sono sentite a “casa” pur non avendone più una.
Per cui, per questo nuovo anno mi sento di fare un augurio a tutti noi volontari: non smettiamo mai di fare del bene. Facciamo in modo che questo fuoco non si spenga mai. Portiamo avanti la gentilezza, l’amore, l’empatia, perché mai come oggi, il mondo ha bisogno di questo.
E per chi ne avesse voglia, non è mai troppo tardi per dedicarsi al volontariato: prendersi cura degli altri per capire che, in realtà, ci stiamo prendendo cura di noi stessi. Quale miglior proposito per questo nuovo anno?
Vi aspettiamo numerosi.
Emilia Esposito – Volontaria
Dal 13 al 31 Dicembre 2021, presso le attività commerciali che hanno aderito all’ iniziativa.
- Cartolibreria Chiola via Daniele Manin N° 15 Bellizzi (SA)
- Cartolibreria Celentano via Roma N° 99 Bellizzi (SA)
- ElfoService.com via Roma N° 54 Bellizzi (SA)
- Cartolibreria Scarabocchi viale Italia N° 17/18 Bivio Pratole di Montecorvino Pugliano (SA)


