#Offroaiuto: LA PIATTAFORMA PER AIUTARE L’UCRAINA


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Da alcune settimane è online una nuova piattaforma del Dipartimento della Protezione Civile #Offroaiuto con lo scopo di promuovere aiuti per l’Ucraina da parte di cittadini, Enti del terzo settore e aziende.

La principale tipologia di aiuto riguarda soprattutto la messa a disposizione di posti letto e/o abitazioni, disponibilità per interpretariato, mediazione culturale, supporto psicologico e altro. In particolar modo, per le aziende e per gli enti del terzo settore, è possibile anche donare beni di prima necessità come prodotti elettronici, abbigliamento, prodotti per l’infanzia, ecc.

Per chi volesse, basta accedere a offroaiuto-emergenzaucraina.protezionecivile.gov.it, selezionare il tipo di donazione che si vuole fare, compilare il modulo e confermare tramite cellulare.

NUOVO DECRETO COVID: LA FINE DELLE RESTRIZIONI


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Alcuni giorni fa è stato emanato il nuovo decreto Covid, che rispetto a quelli precedenti ha dato ampio spazio alla rimodulazione del green pass, modificando/eliminando quasi tutte le restrizioni presenti fino ad oggi, già dal 1 Aprile. Dal giorno indicato, infatti:

  • Terminerà la suddivisione delle Regioni in colori (giallo, arancione e rosso);
  • Per i lavoratori over 50 basterà il green pass base, quindi non sarà più necessario il super green pass;
  • Non ci saranno più le quarantene da contatto. Sarà in isolamento solo chi risulterà positivo al Covid;
  • Non sarà più richiesto il green pass nei bar e nei ristoranti all’aperto.

Inoltre, dal 1 Maggio:

  • Rimane l’obbligo del green pass solo per gli ospedali;
  • Non sarà più obbligatorio indossare la mascherina (anche nei luoghi chiusi).

Quando abbiamo sentito per la prima volta parlare di Covid, due anni fa, pensavamo che l’emergenza si risolvesse in poche settimane, che poi son diventati mesi, e poi anni.

Sono state tante le cose che ci son mancate, basti pensare a quelle piccole azioni quotidiane a cui prima non davamo peso, che poi si sono rivelate speciali per noi, come un abbraccio, una passeggiata al parco, un caffè con un amico.

Fortunatamente, anche grazie alle vaccinazioni di massa, siamo riusciti a trovare un compromesso, conquistando un ritorno alla normalità di cui tutti avevamo bisogno.

E se il 2021, insieme al 2020, sono stati gli anni della distanza, ci auguriamo che il 2022 possa essere l’anno dell’empatia, della solidarietà e della gentilezza.

Articolo di Esposito Emilia – Volontaria

L’ARRIVO DEI RIFUGIATI IN ITALIA


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Con i recenti avvenimenti delle ultime tre settimane e dopo l’approvazione da parte del governo italiano del nuovo decreto legge che ha introdotto “ulteriori misure urgenti in relazione agli sviluppi della crisi in Ucraina”, per garantire sostegno ed assistenza non solo sul piano della concessione di materiali e forniture, ma anche a livello prettamente umanitario, si è proceduto all’avvio del piano per l’accoglienza ai profughi in fuga dalla zona di guerra.
Difatti questi ultimi sono stati i giorni dei primi arrivi in particolare al Sud Italia, ed in Campania, dove ne sono giunti la maggior parte (circa 2000).

La regione Campania, quale hub di prima accoglienza, ha messo a disposizione il Covid Residence dell’Ospedale del Mare che dispone di numerosi posti, immediatamente occupabili subito dopo i dovuti controlli ed accertamenti sanitari, effettuati a cura dell’ASL Napoli 1. Altri invece sono stati ospitati nei centri di assistenza straordinari (CAS) fra cui la struttura comunale di Marechiaro a Napoli.

Al termine di un viaggio durato almeno 3 giorni per coloro che hanno dovuto raggiungere la frontiera della Polonia da diverse località ucraine, anche a Salerno è infine giunto, presso Piazza della Concordia, un pullman con a bordo 35 passeggeri, soltanto donne e bambini, poichè diverso è il discorso per gli uomini, cui la Legge Marziale impone, per coloro fra i 18 ed i 60 anni di età, di imbracciare le armi e di combattere contro l’invasore Russo.

Si è trattato del primo trasferimento ufficiale con destinazione Salerno di profughi provenienti dalle città assediate dai bombardamenti.

Per tutti i rifugiati ucraini in arrivo nel nostro Paese, il Dipartimento Protezione Civile in collaborazione con il Ministero dell’Interno, ha pubblicato il documento “Benvenuto in Italia”, consultabile in tre lingue: italiano, ucraino ed inglese.
In questo modulo vengono riportate diverse informazioni utili, come ad esempio di rivolgersi agli uffici della Prefettura delle città di arrivo qualora non si sia ancora trovato un alloggio, per poter essere inseriti in una struttura d’accoglienza; di recarsi presso la Questura-Ufficio immigrazione per regolarizzare la propria posizione sul suolo italiano, nel caso in cui la permanenza durasse oltre i 90 giorni.
Vengono inoltre ricordati gli obblighi da rispettare in Italia, ad esempio entro 48 ore dall’arrivo sul territorio italiano, effettuare un test molecolare o antigenico per il Covid; e nei 5 giorni successivi effettuare la vaccinazione obbligatoria,anche per il conferimento di un valido Green Pass. Verranno offerte anche le vaccinazioni per difterite, tetano, pertosse e poliomielite.

Nella stessa scheda vengono anche forniti tutti i numeri utili, come quelli regionali per l’emergenza covid, ed il numero nazionale 1500.

De Luca, nella sua diretta social del venerdì ha infatti rimesso in campo l’Unità di Crisi attiva durante il periodo pandemico, e ha sottolineato l’importanza della vaccinazione anti covid da somministrare anche ai profughi accolti verso le varie strutture, affinché non si diffondano nuovi focolai.

Articolo di Annunziato Matteo e Casaburi Valeria – Volontari

PIANO PANDEMICO: cos’è e cosa prevede


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Il piano pandemico è un documento che raggruppa tutte le attività necessarie per ridurre il rischio provocato da malattie infettive, rappresentando una specie di promemoria delle principali azioni da intraprendere per prepararsi correttamente ad un’eventuale pandemia (prevenirla, identificarla e monitorarla).

L’obiettivo principale, ovviamente, è quello di tutelare la popolazione per ridurre il numero delle vittime, diminuire il più possibile l’impatto della pandemia sulla sanità in modo da garantire i servizi essenziali e garantire il continuo funzionamento dell’economia e della società.

Esso è generalmente suddiviso in quattro fasi che individuano i diversi livelli di progressione della pandemia:

Fase interpandemica: periodo che passa tra due pandemie influenzali, in cui deve mettersi in atto una normale attività di sorveglianza epidemiologica e virologica dell’influenza e delle sindromi simili all’influenza.

Fase di allerta: quando l’influenza è identificata nell’uomo. Aumentano la sorveglianza e la valutazione del rischio locale e nazionale.

Fase pandemica: è quella in cui l’influenza si diffonde globalmente. Si può raggiungere questa fase molto rapidamente o in modo graduale. A stabilirlo sono i dati virologici, epidemiologici e clinici.

Fase di transizione: quando il rischio diminuisce e si tende a ridurre le attività di risposta alla pandemia e si cambia strategia, spostando l’attenzione verso azioni di recupero.

L’anno scorso, in questo periodo, è stato approvato il piano pandemico 2021-23. Trovandoci nel mezzo della fase pandemica, maggiore importanza è stata data alla gestione di quest’ultima. Tra i punti-chiave rientrano:

  • Mascherine sempre disponibili per tutti, cittadini e lavoratori
  • Formazione continua degli operatori sanitari
  • Assicurare una produzione tempestiva di Dpi (dispositivi di protezione individuali)
  • Assicurare un aumento tempestivo dei posti letto nelle terapie intensive durante la crisi
  • Riserve di vaccini e farmaci antinfluenzali a livello nazionale

Quando la pandemia sarà all’ultima fase (di transizione), maggiore importanza sarà data invece alle attività di ripristino della quotidianità, tenendo sempre conto di eventuali nuove ondate da fronteggiare.

Articolo di Esposito Emilia – Volontaria

ONDATE DI FREDDO: COME PROTEGGERSI


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Con l’attuale irrigidirsi delle temperature, per ridurre notevolmente le conseguenze nocive e i danni alla salute causati dalle ondate di freddo, è utile seguire una serie di precauzioni che possono avere sia un’azione di prevenzione sia di gestione dell’eventuale emergenza.

Come prevenire un’ondata di freddo
Innanzitutto bisogna preferibilmente uscire nelle ore più calde ( dopo le 11 e prima delle 18) , indossando indumenti ed accessori adatti alle basse temperature e al vento. Importante è anche assumere pasti caldi durante la giornata, integrando con molta frutta e verdura che contengono vitamine e sali minerali, e bere almeno 2 litri d’ acqua al giorno, prediligendo bevande come tè o tisane o anche semplici spremute d’arancia, che possono aiutare a mantenere stabile la termoregolazione corporea.
Se possibile, bisogna evitare gli spostamenti e i lunghi viaggi in caso di ghiaccio e/o neve, o altrimenti assicurarsi sempre che la vettura sia in perfette condizioni, dotata di pneumatici invernali e munita di catene a bordo.
Ricordarsi che la temperatura ideale in casa è 21°C, ed è importante evitare dispersioni di calore mantenendo chiusi i locali inutilizzati ed isolate porte e finestre quando si desidera far arieggiare gli ambienti mezz’ora al giorno a riscalmento spento.
Inoltre, è importante non dimenticare di mantenere i contatti con coloro più soggetti alle fragilità causate dal freddo, come parenti o conoscenti anziani, ed offrirgli vicinanza e assistenza, verificando che dispongano di sufficienti riserve di cibo e medicine. Segnalare ai servizi sociali la presenza di senzatetto o altre persone in condizioni di difficoltà.

Cosa fare in caso di emergenza
Bambini piccoli, anziani o persone con malattie croniche o cardiovascolari (asma, diabete, cardiopatia, demenza, problemi motori), sono più suscettibili alle ondate di gelo improvvise; Consultare un medico se si avvertono i seguenti sintomi:
-alterazione della colorazione della cute (in genere le dita)
-sensazione di intorpidimento e prurito alle estremità ( mani, piedi, orecchie)
-difficoltà a camminare, parlare e rimanere concentrati
-confusione mentale
– senso di svenimento e/o perdita di conoscenza
In caso di emergenze più gravi, chiamare il numero unico di emergenza 112 o in alternativa il 118, e prestare un primo soccorso distendendo la persona in un luogo caldo ma lontano da una fonte diretta di calore, prevenire la possibilità di trauma, scaldare delicatamente le estremità corporee e non dare da bere alcolici poiché non aiutano a difendersi dal freddo ma al contrario favoriscono la dispersione di calore dall’organismo.

Articolo di Annunziato Matteo e Casaburi Valeria – Volontari

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