LA CAMPANIA VERSO LA LOTTA AL CAMBIAMENTO CLIMATICO


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I recenti terremoti al largo delle coste campane e le alluvioni delle scorse settimane in Sicilia sono la prova concreta di quanto il cambiamento climatico stia aumentando i rischi cui siamo sottoposti.

“Il tema dell’ambiente deve diventare sempre più un tema di attualità, in relazione della responsabilità che abbiamo di lasciare ai nostri figli e nipoti un mondo in cui poter vivere. Stavo pensando in questi giorni di varare un piano per la nostra Regione semplice: la piantumazione in Campania di un milione di alberi”.

Queste sono le parole del governatore della regione Campania, Vincenzo De Luca, nel corso del solito appuntamento social del venerdì. Una promessa che se mantenuta sarebbe un enorme aiuto alla lotta contro i cambiamenti climatici. Speriamo dunque che il governatore si impegni fino in fondo alla realizzazione di questo progetto, servono urgentemente provvedimenti atti ad abbattere l’inquinamento e l’utilizzo di risorse non rinnovabili.

Articolo di Matteo Annunziato e Valeria Casaburi – Volontari

PROTEZIONE CIVILE IN FAMIGLIA


Protezione Civile Bellizzi - fuochi d'artificio

A seguito degli eventi calamitosi che hanno colpito il nostro territorio, la protezione civile ha maturato una consapevolezza tale che da “macchina per il soccorso” sta diventando un vero e proprio sistema in grado di prevedere, prevenire e monitorare il territorio, così da non intervenire solo in contesti di emergenza imminente, ma di agire sul rischio prima ancora che provochi danni.

Il Sistema di Protezione Civile è abbastanza complesso, ne fanno parte i Vigili del Fuoco, le Forze dell’Ordine, i Vigili Urbani, la Croce Rossa, le Organizzazioni di Volontariato… per far sì però che questo sistema funzioni, prima di tutto deve godere della presenza del cittadino, che deve sentirsi parte integrante di questo insieme.

E’ per questo che ogni anno, la nostra Associazione, in collaborazione con il Dipartimento della Protezione Civile, organizza innumerevoli attività con lo scopo di rendere i cittadini soggetti attivi di questo sistema, cominciando dalle attività svolte nelle scuole, fino ai campi estivi di volontariato per ragazzi di scuole elementari, medie e superiori. Ma non solo.

La protezione civile si fa anche in famiglia, motivo per il quale è stato creato un manuale che descrive in maniera molto semplice quali sono i comportamenti da adottare in casa prima, durante e dopo un rischio… con tanti disegni, per arrivare anche ai più piccoli.

A volte semplici gesti quotidiani, seppure ci possano sembrare scontati, possono fare una gran differenza.

Buona lettura!

Articolo di Esposito Emilia – Volontaria

TECNOLOGIA CHE AVANZA: I DRONI IN EMERGENZA


protezione civile bellizzi droni

Negli ultimi anni la tecnologia ha fatto molta strada, e ne siamo diventati così dipendenti che farne a meno è diventato quasi impossibile. Non sappiamo se possa essere definita un progresso o un regresso, però in molti casi, soprattutto in protezione civile, ci torna spesso utile.

Basti pensare che grazie a essa, da tempi lontanissimi, riusciamo a comunicare (attraverso le radiotrasmittenti) anche in quei luoghi in cui la linea telefonica non arriva, ma anche ai droni, che ormai sono un importante strumento di supporto nella prevenzione e nella gestione delle emergenze, per esempio per supportare il monitoraggio di ponti, di impianti industriali, ma anche e soprattutto in caso di terremoti, inondazioni e grandi incendi.

Se pensiamo che nel monitorare le zone colpite da disastri naturali, permettono al pilota di non essere fisicamente presente sul posto e lo risparmiano da eventuali pericoli presenti nell’area colpita dal disastro, allora la tecnologia non è proprio un regresso.

Inoltre, in contesti del genere, l’uso dei droni diventa importante per la rapidità con la quale possono raggiungere anche le zone più danneggiate.

Ma non solo. Proprio l’anno scorso, nel mese di Ottobre, si è aperta la possibilità di usare i droni per trasportare i defibrillatori, con lo scopo di ridurre al minimo i tempi di attesa in caso di arresto cardiaco.

A sostenerlo è anche Luciano Castro, presidente di Roma Drone Conference, che ha dichiarato: “L’utilizzo dei droni nelle attività di ricerca, soccorso e protezione civile è particolarmente interessante, perché consente di avere in tempi brevi e a costi ridotti un quadro preciso dell’area interessata dall’emergenza, senza mettere a repentaglio la vita degli operatori”.

Tutto sommato, come vedete, se correttamente usata, la tecnologia è fondamentale per l’evoluzione umana.

Articolo di Esposito Emilia, Volontaria

RISCHIO INCENDI BOSCHIVI E RISCHIO IDROGEOLOGICO: COME SONO COLLEGATI?


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E’ diventato sempre più frequente associare la stagione estiva agli incendi boschivi e quella invernale alle alluvioni.

Due disastri che, apparentemente sembrano “diversi”, in realtà sono strettamente correlati.

Come si evince da uno dei precedenti articoli, negli ultimi anni stiamo assistendo a un aumento degli incendi boschivi a cui seguono dei cambiamenti climatici che provocano, nel lungo termine, notevoli danni.

Infatti, il calore provocato da un incendio aumenta la temperatura dell’aria che, diventando molto più umida, genera piogge brevi ma intense, con effetti al suolo devastanti.

Durante un’alluvione, gli alberi hanno la funzione di proteggere il terreno dal franamento dei versanti attraverso le radici che fungono da ancoraggio, e di evitare allagamenti a valle attraverso l’assorbimento da parte della pianta dell’acqua piovana.

Però, se gli alberi vengono distrutti dagli incendi questa funzione viene a mancare, ed è così che si generano frane e alluvioni.

Purtroppo, quando parliamo di disastro, sia naturale che antropico, non abbiamo mai una percezione chiara dei danni provocati, perché la maggior parte di questi si ripercuotono sull’ambiente a distanza di tempo. Ed è proprio per questo motivo che, ancora una volta, è importante agire sulla prevenzione dei rischi, anche se ci sembra di non vedere i risultati. C’è una frase che ne racchiude il senso:

“Costruire una cultura della prevenzione non è facile. Mentre i costi della prevenzione si pagano nel presente, i suoi benefici si godranno in un futuro lontano. Inoltre, tali benefici non sono tangibili; sono i disastri che non sono avvenuti.”
(Kofi Annan, 1999)

Articolo di: Esposito Emilia, Volontaria

ESTATE E INCENDI: ESISTE LA PREVENZIONE?


Campi scuola esercitazion

Dalle notizie apprese dal Tg degli ultimi giorni, dall’inizio dell’anno a oggi sono stati distrutti dagli incendi più di 140mila ettari di boschi, una superficie così estesa che ha già superato quella bruciata nel 2017, che dall’European Forest Fire Information System, è stato definito l’anno più disastroso per il nostro Paese.

Dopo aver visto bruciare tutte queste foreste, viene da chiederci “Esiste la prevenzione? È possibile attuarla in bosco?”

Certo che sì. Oltre alle classiche norme di comportamento da tenere a mente quando si va a fare un pic-nic in montagna (come l’accensione dei barbecue, lo spegnimento dei mozziconi, i rifiuti plastici abbandonati), esiste una disciplina, la selvicoltura preventiva, il cui compito è la cura dei boschi pre-incendio. Questa, attraverso la creazione di viali tagliafuoco e la riduzione di biomassa nei boschi sovraffollati, permette di ridurre, in caso di incendio, il passaggio del fuoco da una chioma all’altra dell’albero.

Inoltre, da alcuni anni si sta attuando in campo anche una nuova tecnica, il fuoco prescritto, che consiste nel prevenire gli incendi boschivi attraverso l’uso del fuoco stesso. Questo, infatti, quando controllato (da operatori AIB addetti allo spegnimento), permette di creare nel bosco delle vere e proprie “zone” prive di infiammabilità, in modo che il fuoco “distruttivo”, quando passa, non trova il combustibile di cui ha bisogno per alimentarsi e si estingue.

Visto che, a poco a poco, le nostre foreste stanno scomparendo, non sarebbe più efficiente focalizzarsi sulla prevenzione, piuttosto che veder bruciare intere montagne?

 

Articolo di: Emilia Esposito – Volontaria

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