90 FONDAMENTALI SECONDI


Terremoto Irpinia

Per quanto un evento può essere catastrofico, come il terremoto del 23 Novembre 1981 che colpì principalmente l’Irpinia, ma che in realtà ha lasciato un segno profondo in tutto il Sud Italia, da questo tipo di eventi possono scaturire anche delle azioni positive e fondamentali.

Partiamo dalla scossa: Irpinia ore 19:34, 90 interminabili secondi (così vengono sempre descritti da chiunque l’abbia vissuto in prima persona) e poi… Buio. Polvere. Macerie. Urla.
La gravità della situazione non venne subito compresa, a causa della completa interruzione delle telecomunicazioni. Le prime notizie parlarono semplicemente di un terremoto in Campania e solo il giorno dopo, con i primi voli in elicottero, si iniziò a capire la realtà quale fosse. Abitazioni rase al suolo, interi borghi cancellati, diversi comuni con più macerie che case.
I primi soccorsi partirono, ma con un grosso aggravante, il ritardo. Fra i vari fattori del ritardo dei soccorsi vi erano sicuramente le strade e i ponti principali crollati (anche a causa dell’indebolimento dovuto ai terremoti del 1930 e del ’62), ma non solo, contribuì anche la scarsa organizzazione: la mancanza di un organo principale che coordinasse mezzi e uomini. Si stima che i soccorsi arrivarono a pieno regime solo 5 giorni dopo alla scossa… un’eternità.

A puntare il faro su questo grave problema fu proprio il Presidente della Repubblica di allora, ovvero Sandro Pertini, che dopo un sopralluogo nelle zone terremotate denuncio i ritardi dei soccorsi con parole fortissimi: “Ancora dalle macerie si levano gemiti, grida di disperazione di sepolti vivi”. Le partenze per le zone terremotate furono numerose dopo il discorso motivazionale di Pertini, soprattutto dal nord Italia, ne furono un esempio gli operai della Fiat che chiesero a Pertini stesso di parlare con Agnelli affinché lasciasse partire un gruppo di volontari.

Contemporaneamente però si ha una grossa svolta, ovvero la nomina a Commissario Straordinario di Giuseppe Zamberletti. A molti questo piccolo evento politico non dirà nulla, ma con questa nomina si ha anche la nascita del Dipartimento della protezione civile. Zamberletti infatti può essere considerato il padre della Protezione Civile per come la conosciamo oggi, poiché non si limitò al solo coordinamento delle operazioni di soccorso in Irpinia, ma introdusse e sviluppò anche il concetto di previsione e prevenzione, che diede vita poi alla riforma che introdurrà il Dipartimento della Protezione Civile così come lo conosciamo tuttora.

Ecco perché forse quando parliamo dei 90 interminabili secondi che hanno colpito l’Irpinia, forse dovremmo definirli anche fondamentali, perché da un evento così catastrofico, sono nate le fondamenta del Dipartimento sotto forma di due parole importantissime: Previsione e Prevenzione.
Ecco perché forse dovremmo parlare di 90 fondamentali secondi.

 

Sandro Pertini, 25 Novembre 1980:
“Qui non c’entra la politica qui c’entra la solidarietà umana, tutti gli italiani e le italiane devono sentirsi mobilitati per andare in aiuto di questi fratelli colpiti da questa sciagura. Perché credetemi il modo migliore per ricordare i morti è quello di pensare ai vivi

 

Articolo di Mario Conte – Volontario

LA CAMPANIA VERSO LA LOTTA AL CAMBIAMENTO CLIMATICO


Alluvione_2

I recenti terremoti al largo delle coste campane e le alluvioni delle scorse settimane in Sicilia sono la prova concreta di quanto il cambiamento climatico stia aumentando i rischi cui siamo sottoposti.

“Il tema dell’ambiente deve diventare sempre più un tema di attualità, in relazione della responsabilità che abbiamo di lasciare ai nostri figli e nipoti un mondo in cui poter vivere. Stavo pensando in questi giorni di varare un piano per la nostra Regione semplice: la piantumazione in Campania di un milione di alberi”.

Queste sono le parole del governatore della regione Campania, Vincenzo De Luca, nel corso del solito appuntamento social del venerdì. Una promessa che se mantenuta sarebbe un enorme aiuto alla lotta contro i cambiamenti climatici. Speriamo dunque che il governatore si impegni fino in fondo alla realizzazione di questo progetto, servono urgentemente provvedimenti atti ad abbattere l’inquinamento e l’utilizzo di risorse non rinnovabili.

Articolo di Matteo Annunziato e Valeria Casaburi – Volontari

PER NON DIMENTICARE: I 5 ANNI DAL TERREMOTO DEL CENTRO ITALIA


Protezione Civile Bellizzi - Terremoto Centro Italia

L’Italia, da molti anni, è considerato un paese a elevato rischio sismico. Non c’è nessun posto con rischio di sismicità pari a 0, infatti leggere scosse sono frequenti anche nei piccoli comuni, ma non sempre vengono avvertite dalla popolazione. L’ultimo evento sismico di grande importanza è quello che ha causato il terremoto del Centro Italia: una lunghissima sequenza di scosse iniziata nell’Agosto 2016 e “terminata” agli inizi del 2017.

Tutto ha avuto inizio con scosse di piccole entità nei primi giorni del mese di Agosto, fino alla prima forte scossa avvenuta alle 3:36 del 24 Agosto di Magnitudo 6.0, seguita entro un’ora da altre due scosse di 4.5 e 5.3. Da questo momento la terra non ha più smesso di tremare e in pochi mesi sono state registrate all’incirca altre 65.500 scosse, di cui 3.500 hanno avuto una magnitudo superiore a 2.5, superando persino la media dei terremoti che si verificano in tutta Italia, in un anno, con lo stesso livello di magnitudo.

Una bella porzione del nostro territorio ha, perciò, vissuto un lungo periodo in continua agitazione e apprensione, vedendo intere città (come nel caso del comune di Amatrice, simbolo di questo terremoto) completamente distrutte. Tuttavia, la complessa macchina dei soccorsi, fra cui anche la nostra Associazione, si è messa in moto velocemente, riuscendo a raggiungere anche le frazioni più isolate, salvando numerose vite ed estraendo dalle macerie quasi 500 persone.

L’intervento del Volontariato non è avvenuto solo nelle prime fasi dell’emergenza, ma è continuato nei mesi successivi, offrendo alla popolazione supporto materiale e soprattutto morale. E’ stata l’Italia intera a far sentire il proprio calore agli abitanti del Centro Italia, inviando cibo, abbigliamento e beni di prima utilità.
Insomma, gli italiani sono riusciti a trovare un grande spirito di unione e coesione, mostrando a tutti che non bisogna mai mollare di fronte nessuna difficoltà e che aiutarsi è sempre possibile.

Articolo di: Mario Conte – Volontario